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Lei. La mia Equina. Silken Sharif.

queena8Lei e Me.

Oggi sono 3 anni che manchi.

E’ un altro 8 dicembre. E io non posso non pensarTi. E sto male esattamente come 3 anni fa, quando ho dovuto prendere una delle decisioni più dure della mia vita. Perchè la tua dipendeva dalla mia…ma la mia dipendeva dalla tua.

Già..Te e Me.

La mia Bestiaccia.

Ricordo come se fosse ieri il nostro primo incontro, nel 2004, nell’allevamento di Marco ed Emanuela. Erano i miei primi giorni di lavoro, conoscevo i cavalli già da una decina d’anni, ma col Purosangue Inglese…ho quasi dovuto ricominciare da capo. Ed è stata l’esperienza peggiore e migliore della mia vita.

Una bella mattina di sole, dopo aver mosso i cavalli in lavoro, mi dissero:”andiamo a catturare le fattrici”. Sapeva di safari a caccia di leoni. Ma non avevamo i fucili col sonnifero, noi. E le equine/leonesse lo sapevano. Marco incaricò me di prendere la Baia, chè aveva fatto le corse, quindi era stata diciamo domata, mentre lui avrebbe preso la Nera, che dall’età di 2 anni aveva sempre fatto la fattrice, mai stata domata.

Naturalmente io a prima vista m’innamorai della Nera. Era enorme, un po’ deformata dall’ormai ottava o nona gravidanza. Ma bella, comunque proporzionata, paciosa, una matrona.  E come da accordi la prese Marco.

Aveva catturato anche la Baia, mi porse la longhina e…appena presa, Lei stizzita mi si impennò quasi addosso! Posso esattamente riavvertire nella schiena il brivido procurato dalla scarica di adrenalina per lo shock  dovuto al suo gesto, per me inatteso e immotivato. Davvero. Il peggiore incontro equino che mi fosse mai capitato! E ci ero rimasta tanto male e…anche un po’ spaventata, che Marco decise a volo di scambiarci le leonesse.

Le portammo nei box, che Emanuela le doveva visitare. Anche la Nera era un po’ in ansia per questo stravolgimento della loro routine. Ed aveva un comportamento che comprendevo.

Lei invece… La Baia era letteralmente fuori di sé dalla rabbia! Sembrava davvero una leonessa strappata dalla sua vita in libertà. Mi chiesero di tenerla ferma.. io non riuscivo neanche ad entrare nel box.. Lei non mi vedeva proprio!

Ci pensò Emanuela ad attirare la sua attenzione, riacciuffarla e immobilizzarla. Decisione, Fermezza, Pugno di ferro..ma con i Tempi giusti, la giusta dose di Forza e Determinatezza e Calma e Sangue Freddo.

Quello era stato il primo incontro con la Bestiaccia.

Non avrei Mai immaginato un futuro in comune. con Lei.

Mai dire mai.

In quasi due anni di lavoro lì, ho imparato tanto. E rivalutato tutto ciò che fino a lì sapevo sui cavalli, sul rapporto con loro, e su quello che molti uomini che conosco pensano di sapere. Ma quello era solo il biennio..poi la laurea e la specialistica..li ho fatti direttamente con Lei.

Si perchè, per diversi motivi personali, decisi di cambiar vita e lasciare quel lavoro. E ricordo come fosse ieri quando alla domanda di Marco se avessi voluto la liquidazione in soldi o…Lei… Io, che ragionevolmente avrei dovuto scegliere i soldi, mi stupii nel sentire me stessa rispondere “La Cavalla”. Loro dovevano venderla, perchè non potevano più tenerla come fattrice, dopo le ultime disgrazie alle quali era miracolosamente sopravvissuta, la leonessa, ma che le avrebbero precluso per sempre la possibilità di avere altri puledri.

E fu così che nel settembre del 2005 iniziò la nostra avventura, la Nostra Storia Insieme. Lei e Me, contro tutto e tutti.

Non avrei mai immaginato tutto quello che è stato. Quello che è diventata, quella che io sono diventata.

Come in un film disney, io e la Mia Bestiaccia cominciammo il Nostro cammino tortuoso.

Lei era un concentrato di tutti i problemi psicologici che possono avere i cavalli, più una serie di acciacchi fisici ed una notevole dose di sfiga. In pratica..eravamo quasi due gocce d’acqua!

Per i primi tempi è stata una convivenza difficile, burrascosa, direi. Non è semplice entrare in contatto con la parte più profonda di un’ essere così complicato. Per me è stato come avere una figlia autistica. E, col trascorrere dei giorni, attraverso tutto il tempo che Le dedicavo, in cui facevamo esperienza l’una dell’altra, sono stata la sola a riuscirci.

Al di fuori, tutti gli altri vedevano semplicemente me come una povera pazza, intestardita a trattare troppo bene una bestiaccia cattiva, che avrebbe meritato solo una bella cura di botte o al massimo di essere servita ben cotta in tavola. Ma io…io l’avevo capita! Non è stato facile. Anzi a volte sembrava davvero impossibile. Ma non ricordo di aver mai pensato di mollarLa. Io mi sono aggrappata a Lei. Sono diventata forte per tutt’e due. E ci sono stata ogni santo giorno.

Abbiamo provato a fare salto ostacoli. Senza pretendere nulla. Non era proprio nelle sue corde… ma comunque le soddisfazioni che ho raggiunto con Lei, sono state maggiori che se avessi vinto un campionato mondiale! Cosa ne sanno gli altri, che semplicemente ci prendevano in giro, dei mostri che abbiamo sconfitto, tra quelle barriere e tutt’intorno. Del percorso che abbiamo fatto, ma non solo quello in campo, per arrivare a “sopportare” il trasporto, il cambio di luogo, gli orari diversi dalla solita routine, gli altri cavalli, tutte quelle persone, e infine quell’impegno fisico un po’ troppo obbligato e costretto tra quelle girate, quei tempi di galoppo, e quegli odiosi ostacoli, mai compresi, davanti ai quali aspettava anche una mia convinzione, cercata, con quella sensibilità troppo particolare. Ascoltava, corpo e orecchie, ogni mio respiro, ogni battito del cuore. E’ una cosa grossa un rapporto così. Bella oltre ogni immaginazione. Ma davvero impegnativa.

Ma gli ostacoli da gara sono stati solo una parte della nostra esperienza. L’altra è stata la vita di tutti i giorni. La quotidianità in cui Lei ha imparato a conoscere tutto di me e fidarsi, ed io tutto di Lei e fidarmi. Ci siamo dedicate alle passeggiate, e quindi ad esplorare tutto ciò che io conoscevo, insieme a Lei. Abbiamo affrontato treni e camion, fiumi e mare e laghi, fango e asfalto, sabbia e sassi. Sole, pioggia, neve, nebbia. E gli imprevisti. Siamo diventate tanto brave e coraggiose da divenire guide per i cavalli con meno esperienza. Ci siamo conosciute tanto bene che…potevamo sapere ogni nostra reciproca reazione in qualsiasi occasione. E la fiducia reciproca è cresciuta tanto da poter diventare più tranquille, sia io che Lei. Tanto da poter eliminare a piacimento qualsiasi oggetto di uso comune per montare e gestire un cavallo: sella, stivali, pantaloni, imboccatura… Il nostro equipaggiamento migliore erano la sola capezza ed una longhina, ma più per un minimo di sicurezza che per la reale utilità. MontarLa a pelo, in calzoncini, e trascorrere ore al fiume, immerse nello scorrere dell’acqua mangiucchiando l’erba fresca, da sole(spesso) o in buona compagnia… lontane anni luce da quel nostro  primo pauroso incontro. E lontane mille milioni di chilometri dai sapientoni che avrebbero voluto vederla bastonata o fatta a fette.

Siamo diventate una cosa sola. Molte persone che hanno avuto modo di conoscerci lo hanno notato. Ma lo avevamo capito anche io e Lei. Ed entrare in contatto con un essere così sensibile è un emozione indescrivibile. Regala soddisfazioni avvincenti, ma anche attimi terrificanti. Perchè io con Lei ero diventata empatica. Al livello che se mi veniva mal di pancia, andavo da Lei e la trovavo in colica. Se mi faceva male un arto, la trovavo zoppa. Se di colpo mi trovavo in uno stato di agitazione, Lei aveva qualcosa che non andava. Naturalmente anche Lei subiva tanto i miei cambiamenti di umore. Non potevo nascondermi a Lei. E mi bastava guardarLa da lontano per capire se qualcosa non andava.

Ho imparato ad avere carattere, credere nelle mie possibilità in questo tipo di situazione. Perchè questo è il mio mondo. E’ la lingua che meglio ho imparato a parlare. E’ ciò che io sono. Era stata una scelta irragionevole. Ma forse non c’era scelta. Io e Lei dovevamo incontrarci.

Ho imparato cos’è davvero l’Amore.  Cedere, Pretendere, Soffrire, Gioire, Lasciar perdere, Combattere, Ignorare, Notare, Trattenere il fiato, Ricominciare a respirare, Abbattersi, Non arrendersi, Cadere, Risollevarsi, Temere, Non aver paura, Prendere delusioni, Avere le più grandi soddisfazioni.

Fino alla fine.

Perchè come in un film è arrivata una fine, ma non era un disney. Non era lieto.

La mia Equina si portava dietro il suo personale bagaglio di sfighe. Che negli anni insieme ci hanno spesso fatto tremare ed avvicinare ancora di più. Ma alla fine non c’è stato nulla da fare. Io e Lei lo avevamo capito prima dei veterinari. Sono dovuta crescere di 100 anni, e ho dovuto prendere La decisione più dura della mia vita fino ad allora.

E Le sono stata accanto fino alla Fine. Sperando che galoppasse via da lì, da quella sofferenza. Con Lei, fino all’Ultimo respiro.

Avevo conosciuto tanti cavalli prima. Ne ho conosciuti altri dopo. Ne ho uno spettacolare adesso. Ognuno mi ha dato e da una parte di Sè che terrò in me per sempre.

Ma Lei è stata una cosa grande. Unica. E manca ancora da togliere il fiato.

La mia bellissima Equina Sensibile, Purosangue Inglese, Baia, SILKEN SHARIF.

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